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martedì 02 giugno 2009
[GUIDA] CAPITOLO 13: Forgiatura di una lama
(Letto 223 volte)
Si prende la lastra di metallo con le apposite pinze. La si mette nella fucina e si gira la manovella, fiamme giallastre escono da sotto e coprono la lama. Il fuoco va tenuto alto, circa una decina di cm. sopra le bocchette. Il fuoco deve essere preparato con del carbone che non abbia mai preso il sole, deve essere, come si dice, pulito. Si gira poi la lastra. La lama comincia a diventare gialla e quando lo diventerà vuol dire che è abbastanza calda da abbassare un pò il fuoco. Il fuoco si deve modulare con calma per tutta la durata dell'operazione.
Si toglie l'acciaio dal fuoco, prima che da giallo diventi bianco, se diventa bianco è da buttare. Si fa descrivere alla lastra un cerchio a mezz'aria. La si mette sull'incudine aspettando che si calmino un attimo le vibrazioni e gli zampillii. Si cominca a lavorare col martello solo sui due lati, a cominciare dal taglio. Se l'acciaio è buono ad ogni colpo i suoni si smorzano. Si martella il taglio da ambo i lati e si rimette la lama sul fuoco.
Viene scaldata fino ad avere un colore rosso fuoco appunto, quindi viene scaldata meno della prima volta, stare attenti che non diventi bianca. Si rimette la lama sull'icudine,si aspetti che diventi arancione e di solito le parti più calde son più luminose. Dal taglio ora si passa a martellare il grosso, se l'acciaio è buono, tutto si sente meno che il suono del metallo. Bisogna stare staccati dal taglio di 3 o 4 cm circa, l'acciaio se è buono si svasa da solo (questo è il caso di come si fa l'hollow ground
dai rasoi, ovvero lavorando su dove c'è piu' metallo).
L'acciaio va lasciato allargare da solo, e non va mai picchiato sui bordi sopratutto nel momento di svasatura, altrimenti il nerbo che si era messo sui lati se ne va e lo strumento, coltello, spada, rasoio che sia si spezzerà al primo colpo un volta forgiato. Dopo aver martellato si aspetta che la lama prenda il color sangue e pulsi. Si poggia la lama sul taglio dell'incudine, e si lavorano i bordi con un martelletto per fare i bordi regolari. In questo modo inoltre si ha una lama ben bilanciata. Si rimette la lama nel fuoco per farla indurire, a fuoco basso per un minuto, appena brilla bisogna toglierla. Si lavora la lama sui lati, i colpi devono essere brevi ma forti sia da un lato che dall'altro. L'acciaio sarà a quel punto compatto e nero nero, pronto per la tempra.
La lama va fatta scaldare di nuovo fino a farla diventare rosso ciliegia, non ci vuole molto a questo punto. Poi la si prende e la si mette in un secchio di metallo o nell'olio o nell'acqua bollente col sale, il secchio però deve essere a Nord, e la punta della lama verso il basso Si sente un fischio e poi il vapore, a quel punto la lama è pronta, ha bisogno solo di essere pulita e rifinita. Con una tela di metallo smerigliata si pulisce il filo, la tempra si sistema facendo uscira la lama su e giù dal fuoco solo nelle parti che si intende lavorare, il suo colore sarà sempre arancione, se si vuole un metallo particolarmente duro da arancione si passa al marrone e poi all'azzurro.
Poi si mette il manico e si affila.
Vai al capitolo 14: Riparazione rasoi
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Commenti
ALDEBARAN scrive:
martedì 28 luglio 2009
ColFicon scrive:
mercoledì 29 luglio 2009
nota a latere:
pigiando su pdf in alto a sx si può ottenere un corposo pdf da conservare.
per l'altro manualetto si può ottenere il pdf usando il trucchetto di una stampante virtuale pigiando "print" e selezionando la stampante pdf (consiglio freepdf o bullzip PDF printer, entrambi richiedono ghostscript)
ALDEBARAN scrive:
sabato 08 agosto 2009
Questa e' una guida base sui tipi di acciai usati per forgiare strumenti vari (e rasoi),tecniche di affilatura e pietre adeguate per ogni tipo di acciaio e strumento.
E' lungi dall'esser completa in tutte le sue parti (ma offre chiarimenti interessanti dovuti ad osservazioni scientifiche piuttosto che al senso comune),preferirei,data la vastita' di argomenti,completarla secondo le vostre domande e interessi in modo che sia piu' consona a risolvere dubbi e problemi pratici che si verificano nella quotidianita' di chi coltiva questo genere di passioni.
Consigli sono ben accetti.
Indice:
1)QUALI SONO LE CARATTERISTICHE CHE DEVE POSSEDERE UN BUON ACCIAIO?
a)Introduzione
b) Affilatura e prestazioni
c)Progettare uno strumento per usi specifici
d)Prestazioni e proprieta' degli acciai
e)Qual'e' l'acciaio migliore?:Domanda da un milione di dollari.
2) ELEMENTI DA LEGARE ALL' ACCIAIO PER FARGLI ASSUMERE CERTE PROPRIETA'
3)ACCIAI
a)Acciai non inossidabili
b)Acciai inossidabili
Bibliografia.
1).QUALI SONO LE CARATTERISTICHE CHE DEVE POSSEDERE UN BUON ACCIAIO?
a)Introduzione:
L'acciaio e' cio' che contraddistingue una lama,sia essa di un coltello o di un rasoio.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una ricerca continua per avere un metallo dalle ottime prestazioni.
Di per se',pero',l'acciaio non e' l'unica discriminante per avere come risultato un buono strumento,sono importanti infatti anche il trattamento termico,la geometria e saper gestire vari materiali che devono essere organizzati affinche'lo strumento svolga egregiamente i compiti per cui e' stato creato.
E' molto difficile correlare insieme questi parametri ottimamente,ma per l'acciaio almeno abbiamo molte conoscenze teoriche e sperimentali su cui basare le noste ricerche.
Un principio basilare da seguire e':
"Studiare se nel caso specifico e' meglio usare l'acciaio migliore o il migliore per il compito che dovra' svolgere lo strumento col quale verra' forgiato".
Talvolta e' difficile e non banale prendere una decisione in questo senso.
Innanzitutto impariamo a conoscere gli acciai.
b) Affilatura e prestazioni:
Sembra un po' prematuro,all'inizio, discutere gia' di affilatura,ma questo e' un modo semplice per riconoscere le qualita' di un acciaio ovvero la sua resistenza e al contempo la sua malleabilita'.
Premetto che ovviamente vari oggetti da taglio per usi diversi possono essere forgiati con lo stesso acciaio ma verranno seguite delle geometrie diverse per ogni tipo di strumento,torneremo poi su questo argomento.
Nei link che ho consultato nel corso degli anni su internet (e che poi comunque postero' nella bibliografia),si vedono spesso immagini di oggetti da taglio affilati indistintamente con un angolo di 20-25 gradi.La motivazione addotta e' che si otterranno in questo modo vantaggi riguardo la resistenza al margine,ma io dico che saranno diminuite altre prestazioni.
Questo metodo va bene per acciai molto resistenti (vedremo in seguito cosa questo significhi) per ottenere da loro le massime prestazioni.
In generale si attua questo metodo su un lato della lama ed una volta stabilito l'angolo di affilatura si fanno dei ritocchi passando da un lato all'altro.
In generale per tutte le altre lame (quando parlo cosi'faccio riferimento anche ai rasoi),l'angolo di affilatura deve essere minore di 20 gradi,direi,per esperienza personale,che 5 gradi di inclinazione vanno benissimo per tutti gli strumenti,specialmente quelli da lavoro quali sgorbie o scalpelli e punteruoli vari per la lavorazione del legno,pellame e tessuti vari.
Invece nei siti visitati, la maggior parte proponeva per questi ultimi inclinazioni vertiginose.
Mi chiedo se gli uomini -attrezzo delle foto in questione fossero davvero artigiani...mha!
IL fulcro della questione e'produrre mediante affilatura di primo acchito un angolo di bordo sottile , ben delineato e separato dal resto della lama e poi con i vari ritocchi un filo distanziato visivamente al microscopio dal debole (e' cosi' che si chiama l'angolo di taglio,non bisello,DEBOLE,in inglese Bevel).
L'ATS-34 ad esempio di cio' che ho finora esplicato,e' un'ottimo accaio ma diminuisce le prestazioni se angolato a 20 gradi o 25 gradi addirittura durante la fase di affilatura.
Cosi' chi non vuol avere problemi perche' poco esperto in questo genere di lavori compra strumenti in acciaio S-30V piu' costoso del primo e piu' duttile da questo punto di vista.Basterebbe angolare ad un angolo anche di poco inferiore ai 15 gradi un coltello in ATS-34 per ottenere delle prestazioni migliori dallo strumento fornendogli al tempo stesso un'affilatura egregia.
So di aver alzato un polverone.
c)Progettare uno strumento per usi specifici:
IL possessore di un rasoio e' un elemento dell'equazione che ci permette di capire se un acciaio e' buono o no,infatti puo'facilmente attuare le regole sopra descritte per sincerarsi di avere un buon struemento tra le mani.
Un'altra componente dell'equazione e' il costruttore di lame,egli deve compiere delle scelte sagge in materia di scelta di acciaio in base all'uso che se ne fara'e calibrarlo con geometrie adatte allo scopo.
Prendiamo ancora ad esempio l'ATS-34.
Per farne un coltello per uso "tattico" cioe' calibrare l'acciaio e rendere il filo allo stesso tempo molto tagliente,duro,forte e resistente non e' facile,bisognera' tendere piu' per una scelta che per un'altra di volta in volta.Di solito questo tipo di coltelli hanno un angolo di taglio un po' piu' spesso per ovviare ai vari inconvenienti rispetto ad altri strumenti del genere.
L'S-30V invece si presta ad essere un coltello di uso "tattico"migliore in questo senso.
Con questo tipo di acciaio si possono forgiare coltelli leggeri (ben calibrati),quindi agili e allo stesso tempo duri,forti,taglienti e resistenti, polivalenti insomma.
Un coltello in acciaio temprato in maniera differenziale o che puo' essere trattato con questo sistema,come il 5160 sara' ancora migliore riguardo alle prestazioni di cui sopra,ancora meglio il 3V.
d)Prestazioni e proprieta' degli acciai:
Cosa cerchiamo noi in un acciaio? "Nient'altro"che forza,resistenza,durezza,buona malleabilita' all'affilatura e tenuta del filo,resistenza alle macchie.
RESISTENZA:E' la capacita' di resistere all'abrasione,la discriminante e' la presenza di carbonio nel metallo e come esso e' distribuito (piu' e',piu' un rasoio e' resistente in tal senso).Vero e' che pero' un rasoio deve fornire la giusta resistenza per essere affilato,ne' troppa,ne' troppo poca,come in elettrotecnica ed elettronica,ad esempio, una resistenza serve per far funzionare un dispositivo adeguatamente.
FORZA:E' la capacita' che ha un acciaio di resistere ad un carico che potenzialmente ne puo' deformare in modo permanente la struttura.Nell'acciaio la forza e' strettamente correlata alla durezza.
Importante:non confondere la forza con la resistenza,la resistenza viene misurata attraverso la presenza del carbonio nell'acciaio,la forza attraverso la struttura atomica dell'acciaio in questione.Vero e' pero' che secondo la scala Rockwell (con cui si misura la durezza degli acciai),nei gradini piu' bassi troviamo coincidenze negli acciai tra resistenza e forza.
L'acciaio S60V e' piu' resistente,l'ARS-34 e' piu' forte.
TENACITA':E' la capacita' di resistere agli impatti e alle impurita' che penetrando nel metallo potrebbero danneggiarlo,ad esempio il cartone e' fibroso e contiene impurita',quindi e' consigliabile comunque non provare a tagliarlo con un rasoio.
Per un forgiatore di lame,e' difficile progettare coltelli o rasoi resistenti,forti e tenaci allo stesso tempo.Di solito se si aumentano le prime due peculiarita',l'ultima diminuisce.
RESISTENZA ALLA RUGGINE:Per forgiare un acciaio resistente bisogna far si'che ci sia del cromo al suo interno,e che sia legato al carbonio.Questo pero' comporta che l'acciaio sara' meno resistente alle macchie di ossido e idrossido=ruggine.
RESISTENZA DEL FILO:Per resistenza filo non si intende la capacita' di un rasoio (ad esempio)di tenere il filo il piu' possibile dopo un numero considerevole di barbe fatte,piuttosto si fa riferimento alla sua tenacita',ovverro alla capacita' che ha il filo di resistere al microchipping .
MALLEABILITA' ALL'AFFILATURA:La capacita' che ha un rasoio di (prendere il filo).Di solito un rasoio a grana fine (T.I.per esempio)e' piu' facile da microscheggiare con una pietra artificiale e per pulire il filo con una naturale ci vorra' piu' tempo perche' vi saranno inoltre tante microscheggiature rispetto ad un rasoio a grana grossa.
Per avere un rasoio a grana fine bisogna mettere nell'acciaio del vanadio (non molto).
PUREZZA DELL'ACCIAIO:Un acciaio piu' e' puro piu' e' buono,puro significa che non possiede inclusioni di Argon e Ossigeno.
Per eliminarli prima della lavorazione si sottopone l'acciaio a doppia fusione o lo si pone sottovuoto o tutti e due i procedimenti insieme.
e)Qual'e' l'acciaio migliore?:Domanda da un milione di dollari.
Mettiamo a confronto di nuovo gli acciai ATS-34 e S60-V.
IL secondo e'piu' resistente del primo mantenendo pur sempre un accettabile tenacita' ,ma ATS-34 ha un filo piu' duttile e piu' resistente al microchipping dell' S60-V.
Ecco perche' Mastro Livi usa l'ATS-34 per i suoi rasoi e non solo questo ma altri con caratteristiche simili.
2) ELEMENTI DA LEGARE ALL' ACCIAIO PER FARGLI ASSUMERE CERTE PROPRIETA':
Carbonio:Presente in tutti gli acciai ,e' l'elemento piu importante per quanto concerne l'indurimento.Aumenta anche la forza dell'acciaio ma ne diminuisce la tenacita'.
Cromo:Aggiunge la resistenza all'usura e alla corrosione,un acciaio con il 13%di cromo e' considerato inox,ma alcuni dicono che un acciaio e' considerato inox gia' con l'11,5%di cromo.Con il cromo diminuisce la tenacita'.
Manganese:Aumenta la forza e la resistenza all'usura.Migliora la lavorazione dell'acciaio in generale legandosi saldamente alla sua grana.
Molibdeno:Serve per migliorare anch'esso la lavorazione dell'acciaio gia' all'1%aiuta nella lavorazione con le alte temperature (quindi un rasoio che viene temprato ad alte temperature vicine a quelle di rinvenimento per renderlo piu' duro avra' bisogno di Molibdeno al suo interno).
Nichel:Aggiunge tenacita'.
Fosforo:E' un'agente contaminante,riduce la tenacita'.
Silicio:Contribuisce alla forza.Con la Manganese viene usato per rendere l'acciaio "sonoro" durante la lavorazione in modo che molti progettisti con l'orecchio fino riconoscano quando certe procedure sono da attuare o meno.
Zolfo:Lo zolfo aumenta la lavorabilita' dell'acciaio e la tenacita'.
Tungsteno:Aumenta la resistenza.
Vanadio:Contribuisce alla resistenza.
3)ACCIAI:
a)Acciai non inossidabili:
Gli acciai non inossidabili sono piu'facilmente attaccabili da parte della ruggine (a vari gradi) rispetto a quelli in inox (possono arrugginire anche questi ultimi).
Inoltre gli acciai al carbonio possono essere temprati differenzialmente contrariamente a quelli in inox.
Piccola nota:la tempra differenziale serve per ottenere un filo resistente da una parte e il debole piu' duttile dietro.
Se trattati durante la lavorazione col dovuto calore gli acciai al carbonio nominati di seguito sono ottimi:
Premessa:secondo la designazione AISI i numeri 10xx indicano presenza di carbonio come elemento secondario negli acciai,tutti gli altri indicano acciai al carbonio e non, legati ad altri elementi oltre al carbonio (ved. tabella elementi sopra).Ad esempio 50xx indica acciaio al cromo.
Elenco:
D2:Talvolta definito semi-inossidabile,alto contenuto di cromo (12%),ma non abbastanza elevato per definirlo inossidabile.E' piu' resistente alle macchie rispetto ad altri,comunque.Ottima resistenza all'usura.Per questi motivi viene usato per fabbricare un coltello di media qualita',resistente ma che non costi troppo.E' identico al CPM 10V per tenacita'.
M2:Lavorandolo,durante la tempra puo' resistere alle intrusioni anche a temperature elevate.Arrugginisce facilmente.
A2:Duro e resisstente,ci si fanno coltelli tattici.
01:Uno strumento forgiato con questo acciaio si affila subito,e' poco resistente alla ruggine.
W2:Contiene il 2%di vanadio (il W1)non ha vanadio.Per questo e' difficile da affilare.
Serie 10-xx(due numeri di seguito):Sono acciai per posate,ma il 1095 va bene anche per i coltelli in generale (lo descrivero' meglio a parte).IL 1060 e 1050 vengono usati per le spade.Gli ultimi due numeri finale delle serie 10-xx stanno ad identificare la percentuale di carbonio presente nell'acciaio ovvero 60=0,60% (0,6%)contenuto di carbonio e cosi' via.
ACCIAIO 1095:IL problema di questo acciaio e' che seppur molto buono durante la lavorazione di un rasoio o altro oggetto rischia di rompersi nella fase di trasformazione della martensite in perlite.Una buona soluzione puo' essere quella di togliere dalla fiamma lo strumento ancora da forgiare prima appunto della trasformazione di cui sopra e raffreddarlo fino a far scendere la temperatura a 125 farheneit usando acqua salata invece che semplice oppure l'olio (che io odio sia sulle pietre che per questi lavori).Poi si tempra ancora e si riscalda di nuovo la lama a 400 farheneit e si fa raffreddare di nuovo.
Si ripete il procedimento un'altra volta e basta.
5160:Possiede cromo ,ha un'alta tenacita' e una buona resistenza all'usura.
CPM 3V:Eccellente resistenza all'usura e alle macchie.Se si arrugginisce pero' sono cavoli.
b)Acciai inossidabili:Un acciaio e' definito inossidabile quando e' presente in esso almeno una quantita' di cromo non inferiore al 13% o giu' di li'.
Questo e' quanto scritto su iinternet.Per esperienza posso dire che piu' che la quantita' di cromo e' importante la quantita' di esso non vincolata al carbonio.Infatti e' il cromo non libero che rende un acciaio piu' soggetto alla ruggine al contrario di un cromo libero,non c'entra o c'entra poco la percentuale.
Tipi di Acciaio inossidabile:
420-420j: Sono molto resistenti alle macchie ma per il resto sono scadenti secondo tutti i parametri fin ora menzionati e poco costosi,forse ci faranno i rasoi pakistani.
440A:Se trattati con adeguato calore hanno dei parametri accettabili.
GIN-1,ATS-55,8A:Sono migliori del precedente gruppo,l'8A ha una discretas percentuale di vanadio al suo interno eppure e' facile da affilare,ma in generale e' il piu' scadente del gruppo.
ATS-34:Gia' trattato precedentemente.(Come S 60-V)
BG-42,S90-V,S30-V:BG-42 e S30-V sono molto resistenti a tutto,anche alla ruggine,e gli strumenti forgiati con essi son difficili da affilare.
Bibliografia:
http://www.principalmetals.com http://www.principalmetals.com
http://www.metal-mart.com/dictlist.htm http://www.metal-mart.com/dictlist.htm
//www.mlc.lib.mi.us/~stewarca/metallurgy.html http://www.mlc.lib.mi.us/ ~ stewarca / metallurgy.html
MOLE E ABRASIVI (CORSO BASE):
ABRASIVI GENERALI (DI BASE-PER MOLE)-STRUTTURA ED IDENTIFICAZIONE
1.Definizione di Mola
2.Grit e tipo di colore
3.Misura della grana
4.Durezza della Mola
5.Struttura
6.Tipi di vincolo
Mole Diamantate:
1.Nozioni di base
2.Spiegazione
3.Mole diamantate per acciai al carbonio e non
1.Mole:Classificazione:
Le Mole hanno vari codici per poter essere inserite in una classe.Vengono definite attraverso numeri che indicano il produttore,il tipo di grana,le dimensioni dei grani,la durezza,la struttura dei grani e da cio' si ricava quale strumenti si possono affialre con un certo tipo di mola piuttosto che con un'altra.
Purtroppo pero' ci sono vari standard per definirle cosicche'vi sono molte "scale"che ne interpretano le caratteristiche e quindi e' difficile stabilire ogni volta specificatamente a cosa possano servire e a cosa no attraverso i codici.
Pero' si e' riusciti finalmente a mettersi d'accordo su alcuni standard.
Infatti se prendiamo in considerazione il valore A60-I10-VS,A e' il tipo di grana (ossido di alluminio in questo caso),60 sono i micron quindi indica la dimensione della grana,I e' la durezza,10 la struttura,VS e' la societa' che le produce.I codici vanno letti in quest'ordine.
Consiglio vivamente,per tagliare la testa al toro,a coloro che si dovranno semmai comprare una mola farsi fornire dall'azienda il foglio sul processo di fabbricazione della stessa,in modo da capire tutto.
2.Grit e Tipo di Colore:
Il tipo di grit e' in genere o ossido di alluminio (colori bianco,rosa,rosso rubino,marrone,grigio),o carburo di silicio (nero e verde),ceramica (blu e rosa).L'ossido di alluminio e' il piu' usato.
Ogni colore ha una sua caratteristica:
a)Grigio e marrone per la rettifica.
b)Rosa e bianca per lavorare gli acciai duri in generale.
c)Rosso rubino e' una grana dura per acciai per usi particolari (che resistono a condizioni termiche dove vi sono forti sbalzi tra temperature molto alte e molto fredde ad esempio).
Il carburo di silicio:
a)Nero :e' usato per lavorare metalli non ferrosi quali l'ottone e l'alluminio,ma anche materie plastiche,gomme,marmi e graniti.
b)Verde:Grana dura usata per strumenti ad alto contenuto di carbonio,e titanio.
Il carburo di silicio riveste anche il ruolo di rifinitura e mole del genere possono essere usate anche per rasoi quali i puma,per impostare il bevel di modelli con molto carbonio.
Mole ceramiche:Molto costose,differentemente dalle altre che contengono quasi il 100%del materiale di base,le ceramiche hanno anche un 10-50% di ossido di alluminio.
Hanno svariati campi di applicazioni,bisogna conoscere bene l'arte dell'affilatura per usarle,anche sui rasoi.
Vi sono anche mole miste.
3.Misura della Grana:
Le misure della grana di una mola vanno in genere da 240 a 12 k,per le rifiniture particolari anche 15k.
4.Durezza della Mola:
La durezza di una mola e' valutata da A (legame debole tra i grani) alla Z (legame forte tra i grani).
Un legame debole serve per lavorare materiali duri,mentre un legame forte materiali morbidi.
Per gli acciai in questo senso si usano legami di tipo F,G,H.
Le misure per queste classificazioni vengono fatte attraverso paramentri quali il tipo di grana,la quantita' di materiale rimosso,la temperature degli strumenti usati per costruirle,quindi in base anche al produttore.
Sono stato un po' riduttivo nel dire che F,G,H servono per gli acciai,nel senso che un acciaio non vale l'altro,come per molti altri standard le durezze delle mole variano molto da l'una all'altra anche se sono distanziate nominalmente solo da una lettera,bisogna capire prima cosa si vuol fare realmente e poi lavorare un tipo di acciaio con una specifica mola.
5.Struttura:
Per struttura nelle mole si intende lo spazio che sussiste tra i vari grani.Se i grani hanno uno spazio tra di loro di 12 micron,allora la struttura si definisce aperta e la mola sara'morbida (legame debole) per materiali duri;se igrani hanno tra di loro uno spazio di 6 micron allora la struttura si definisce chiusa e la mola sara' dura (legame forte)per materiali morbidi.
6.Tipi di vincolo:
I vincoli che si usano per rendere coesi i grani sono a base di vetro e resina.
Quelli di vetro sono liquefatti in forni particolari ad alte temperature come si fa con la ceramica,quelli di resina in forni con temperature piu' basse.
Mole Diamantate:
1.Nozioni di Base:
I diamanti artificiali sulle mole hanno come base resine,materiali vetrosi (come le precedenti),metalli.Lo strato di materiale su cui verrano posti i grani e',come nelle altre mole,1/16"-1/4".
Vengono usate per lavorare numerosi tipi di materiali.
2.Spiegazione:
Le mole diamantate vengono classificate in questo modo:
Prendiamo ad esempio la D1A1-150R100-B4 .
D1A1 sta per la dimensione della mola,150 e' il grit,100 e' la concentrazion,B4 fa riferimento al vincolo usato.
Anche in questo caso i grit variano molto tra 240,12k,15k,22k.
Per concentrazione intendiamo quanti grani sono sciolti nella miscela che tiene uniti i grani tra di loro e/o nell'altra che li tiene saldi alla mola,e' una misura molto empirica e lontana dal vero.
Il motivo e' che un costruttore di mole si affida a produttori esterni per quanto concerne i 3 prodotti basilari per le mole da loro fabbricate ovvero:
a)I grani,b)il materiale che li tiene incollati tra di loro,c)il materiale che li tiene incollati alla mola.
Questi produttori esterni vendono o le cose separate,o unite a due a due,o tutte e tre insieme a costi differenti,ovvero la miscela unica costa di piu' ma evita sbattimenti di ogni tipo,quelle singole,cioe' solo grani ,o solo una miscela ecc.,implica il fatto di dover fare le miscelazioni ognuno a casa propia,pero' costano meno.
Se considerate che ogni aziende denuncia il numero di grit nei liquami per guadagnarci il piu' possibile,capirete come sono sfalsate queste misure,complici leggi di marketing non appropiate.
Per quanto concerne il materiale con cui sono attaccati i grani alla mola,esso piu' spesso sara',piu' la mola avra' vita lunga,nel senso che i grani si staccheranno meno facilmente.Infatti se i grani si incominciano a staccare copiosamente bisogna togliere il vecchio strato interamente e metterne uno nuovo sulla mola vera e propia.
3.Mole diamantate per acciai al carbonio e non.
Le mole diamantate vanno bene in genere per gli acciai,anche al carbonio,ma vanno usate con cautela e scelte minuziosamente in base al lavoro che si intende fare.
Link riguardanti i processi siderurgici per forgiare i vari tipi di acciaio.Sono in inglese,potete ,una volta che siete sulla pagina iniziale di goolge selezionare a destra in basso struementi per le lingue,fare copia in colla del nome della pagina principale del link in questione e metterlo nella sezione traduci (sito web,no testo).Schiacciate invio e la pagina comparira' tradotta in italiano.
http://www.steelforge.com/ferrous/toolsteel.htm
http://www.steelforge.com/toolsteels.htm
http://www.wisetool.com/designation/toolsteel.htm
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ALDEBARAN
mo ti sputo
OFF-LINE
Questo e` un manualetto che illustra come un tempo i rasoi venivano forgiati usando l'argento come collegamento tra i due diversi materiali che componevano i rasoi a mano libera.